La chiesa Ortodossa di Santa Caterina

  • Quartiere: Aurelio
  • Via: del Lago Terrione
  • Autore: Andrej Obolenskij
  • Anno: 2003 – 2009
  • Stile: Revival Russo
  • Storia e Descrizione: Già nel 1803, con l’istituzione da parte dello Zar Alessandro I della Chiesa greco-ortodossa (diocesi di San Pietroburgo) a Roma, si sentiva la necessità di costruire una sede stabile che avesse la funzione di luogo di culto per gli ambasciatori russi presso la corte papale e come casa per il neo arcivescovo di Roma (Archimandrita nel rito bizantino). Lo sforzo bellico della Russia contro Napoleone, tuttavia, ostacolò il progetto di una sede stabile per la Chiesa Ortodossa, la quale venne ospitata nelle stanze dell’ambasciata Russa. Solo nel 1898, grazie alle pressioni dell’Archimandrita  Kliment, si riaprì la proposta di costruire una chiesa per i fedeli. Progetto che venne accolto e seguito dallo Zar Nicola II e dal principe Abamelek-Lazarev, presidente del “comitato di costruzione” e ambasciatore a Roma. Costui giocò un ruolo importante per il progetto della chiesa, soprattutto allo scoppio della I guerra mondiale nel 1914, quando il progetto sembrò passare in secondo piano: nel 1915 a nome dell’ambasciata russa il principe comprò dalla famiglia Ricasoli una villa sul Gianicolo, che oggi porta appunto il nome di Villa Abamelek. Sarebbe stato nel giardino di questa grande villa che sarebbe sorta, nella mente dell’Abamelek, la nuova chiesa. Tuttavia il piano si fermò alla morte del principe nel 1916 e allo scoppio della rivoluzione Russa nel 1917, con la conseguente salita al potere della dittatura socialista. Alla morte della principessa Abamelek (consorte del defunto principe), nel 1936, l’edificio divenne proprietà dellUnione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche che, nel 1946, ne fece la propria sede diplomatica. Dobbiamo aspettare lo scioglimento dell’URSS nel 1989 per vedere risollevata la questione della necessità di erigere a Roma una chiesa ortodossa. Nel 1991 infatti la sede di Villa Abamelek divenne Ambasciata di Russia mentre gli  stati dell’Est ex Socialisti si trasferirono in strutture alternative: per questo motivo i nuovi corpi diplomatici, aumentati in numero, necessitavano di un luogo di culto più ampio ed estraneo alla Russia. A tutto ciò c’è da aggiungere il grande fenomeno di immigrazione post ’89 che vide il trasferimento di numerose famiglie russe in Italia e a Roma.
    Il nuovo proposito di costruire un nuovo luogo di riunione venne avallato da Alessio II, Patriarca di Mosca e, nel 1999 l’Ambasciata della Federazione Russa fece formale richiesta al Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana ed al Comune di Roma per ottenere la possibilità di costruire un nuovo edificio di culto in una parte del parco di Villa Abamelek.
    Nel 2000 venne presentato il progetto per l’edificazione della “Chiesa di Santa Caterina Martire”, ad opera di Andrej Obolenskij, sul terreno di Villa Abamelek, all’angolo tra Via del Lago Terrione e Via delle Fornaci, a pochi passi dal Vaticano. Progetto che venne approvato nel 2002 e messo in atto dal 2003 al 2009, quando la nuova chiesa venne consacrata dal Patriarca di Mosca, alla presenza delle autorità russe ed italiane.
    Il nuovo edificio riprende, in chiave moderna, il così detto “Revival Russo” o “Neo-bizantino”, in quanto fonde elementi architettonici della Rus’ di X-XII secolo con lo stile più morbido ed essenziale, semplice, dell’architettura contemporanea.
    Il complesso di Santa Caterina è strutturato su due livelli lungo il clivio di Villa Abamelek (Monte del Gallo) e si compone del Katholicon (l’aula di culto), sopra il quale si trova l’edicoletta-campanile, mentre al piano inferiore si incontrano gli ambienti di ricevimento, con una cucina e un piccolo refettorio, nel quale si riunisce la comunità dopo la Divina Liturgia, di solito per l’ora di pranzo. Presente anche una piccola cripta dedicata ai santi Costantino ed Elena. Elemento notevole dell’intero complesso è la grande cupola che copre il Katholicon, rivestita, come tutti gli altri edifici, con porcellana verde-acqua, importata direttamente dalla Russia grazie ai fondi della comunità ortodossa. Le piccole lanterne con globo e le cornici sono dorate, mentre le pareti in fine marmo bianco. Il Katholicon presenta inoltre al suo interno dei grandiosi affreschi che riprendono le raffigurazioni iconiche slave e bizantine, rappresentanti gli evangelisti, i Santi e scene del Nuovo Testamento.
    Mosca chiama Roma, in sintesi: la chiesa di Santa Caterina di presenta come uno straordinario esempio di architettura tradizionale russa, che prevede, archi, guglie, cupole, ingressi, cancelli secondo lo stile moscovita. Chi avrebbe mai detto che a Roma si può vivere un pò di Russia?
    E’ possibile visitare la chiesa liberamente, anche durante le celebrazioni della Divina Liturgia, con l’accortezza, per gli uomini, di togliersi il cappello.

-Sebastiano Maltese

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Informazioni su Sebastiano Maltese

Archaeologist Born in Rome in 1992, In 2011 graduated in Sandro Pertini High School (Humanistic address) Studies Classical Archaeology in La Sapienza University of Rome. Since 2010 he guides tourists for free, just for friendship and improving English Since 2012 he manages the blog "Roma Instaurata" Contact: Sebmaltese@hotmail.com +39/3202957562

Pubblicato il dicembre 9, 2012 su Aurelio. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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