I Re Latino – Sabini (753 – 616 a.C.)

  • ROMOLO (753-716 a.C.) Abbiamo visto come Romolo, secondo la leggenda, divenne il primo Re di Roma. Gli storici datano il suo regno dal 753 al 716 a.C. Cosa è attribuito a questo re semi-divino?
    Innanzitutto, la cosidetta Roma Quadrata, come abbiamo detto, che si estendeva sui Colli Palatino ed Aventino, fondata secondo il rito etrusco-italico, con un suo pomerium e un suo centro ben organizzato.
    Una Roma ancora fatta di capanne e palizzate, come si può comprendere dagli scavi condotti sul Palatino datati, secondo Andrea Carandini, all’epoca di Romolo. Nonostante fosse un villaggio di capanne e baracche, Roma riuscì a richiamare molte tribù circostanti grazie alla sua presenza centrale e ben fortificata, formando così il primo Senato, ovvero il consiglio del re, costituto dai rappresentanti delle diverse tribù (patres, da cui patriziato) ai quali faceva riferimento il resto della popolazione (clientes). Ma anche in questo periodo, la storia si perde nella leggenda.
    Livio ci narra infatti che la Roma appena fondata era carente di donne con le quali procreare le generazioni future! Proprio per questo Romolo e il Senato inviarono diverse ambascerie ai villaggi di sabini circostanti (Caenina, Antemnae, Crustumerium, oggi scomparse) e ai Sabini (Quiriti) che abitavano sul vicino colle Quirinale con le quali voleva stringere dei rapporti di alleanza e combinare nuovi matrimoni tra i giovani romani e le giovani sabine. Tutte e quattro le popolazioni rifiutarono ogni tipo di rapporto con i Romani, popolo dall’identità ancora incerta, formato essenzialmente da rozzi pastori-guerrieri che metteva in pericolo l’equilibrio del Latium Vetus a causa della sua crescente potenza.
    Romolo allora escogitò un inganno per far avvicinare le donne dei vicini popoli a Roma organizzando dei giochi ed una festa in onore di Conso, dio della fertilità, ed invitando le famiglie dei quattro popoli ad ammirare la nuova Roma palatina.
    Ingannati dalla sacralità e dall’innocenza della festa, arrivarono a Roma molte famiglie sabine e latine con mogli e figli. Nel vivo dei giochi, mentre tutti i gli stranieri erano distratti dalla festa, scoppiò un tumulto e molte giovani sabine vennero rapite dai romani che ne abusarono. E’ il 751/750 e stiamo parlando del famoso episodio del Ratto delle Sabine, le quali, nonostante fossero state rapite, successivamente si ricredettero dei Romani per le attenzioni e le cure che ricevevano dai nuovi mariti. Romolo stesso trovò moglie durante il ratto, prendendo per sè la sabina Ersilia, da cui ebbe due figli, Prima e Avillo. Nonostante la serenità delle fanciulle, da questo episodio scoppiò una guerra dapprima con Caenina, con la quale Roma combattè la sua prima battaglia e vincendo costruì il primo tempio romano sul Campidoglio, dedicato a Giove Feretrio, custode dei patti tra popoli (ma con quale faccia!), tempio purtroppo ancora non identificato archeologicamente.  Successivamente i Romani conquistarono e distrussero Caenina, trasferendo le famiglie delle sabine rapite  a Roma.
    L’anno successivo Roma anche Antemnae e poco dopo la fertile Crustumerium subirono la stessa sorte e le popolazioni sottomesse si trasferirono tutte e Roma, che divenne così una città potentissima, seconda solo ad Alba Longa. Il successo dell’esercito romuleo fu l’introduzione di una tattica militare a ranghi ordinati e serrati derivato dallo schieramento oplitico greco, il quale era ideale per affrontare un esercito disordinato e caotico come quello tribale.
    Rimaneva ancora la tribù dei Sabini del Quirinale, i quali, guidati da Tito Tazio di Cures Sabini e Mezio Curzio, occuparono il Campidoglio (grazie alla corruzione di Tarpeia, figlia del comandante della rocca) e si scontrarono con i Romani del Palatino nell’area dell’attuale foro Romano in una battaglia che vide fine solo con l’intervento, nel mezzo della lotta, delle donne sabine che non volevano veder morire i loro mariti (i Romani) e i loro padri e fratelli (i Sabini). Da qui nacque una pace perpetua tra Romani e Sabini e Tito Tazio si vide associato a Romolo, divenendo anch’egli re (ucciso poi dopo 5 anni di regno in un attentato) e portando i sabini a vivere a Roma. Inoltre da quell’episodio l’area allora paludosa del foro romano venne chiamato Lacus Curtius, in onore di Mezio Curzio, generale valoroso dei Sabini scampato alla morte, mentre il luogo vicino alla palude nel quale i Sabini e i Romani strinsero la pace venne chiamato Comitium (da comite – incontrarsi) e da quel momento in poi lì si svolsero le assemblee del Senato, che si ingrandì a causa del gran numero di nuove tribù che si trasferivano a Roma dopo la guerra, arrivando a contenere 200 senatori, 100 romani e 100 sabini.
  • NUMA POMPILIO (715 – 672 a.C.) Dopo un anno in cui il Senato guidò Roma con esiti negativi, divenne re, acclamato dal popolo, Numa Pompilio, nipote di Tito Tazio, quindi di origine sabina. Il suo regno è riconosciuto per il suo legame al concetto di Pietas (osservanza dei riti e dei culti; devozione alle divinità), tanto che Numa ricevette anche l’appellativo di Pius. Non a caso a lui si devono diverse riforme religiose, tra cui: l’istituzione dei Flamines (sacerdoti di Giove, Marte e Quirino), dei Pontefici (sacerdoti/teologi/consiglieri spirituali del re), del culto di Vesta con la costruzione di un tempio apposito nel Lacus Curtius, dei Salii (sacerdoti “marziali” che aprivano e chiudevano il periodo delle guerre, da Marzo ad Ottobre), dei Feziali (sacerdoti/ambasciatori). Fece costruire oltre il Tempio di Vesta, anche il Tempio di Giano, la Regia e fece lastricare la Via Sacra che saliva al Campidoglio. Fortunatamente, sono tutti edifici ancora visibili, seppure mutati nel tempo.
    A Numa è anche attribuito il calendario a 12 mesi, così come lo conosciamo oggi e cosa più importante tra tutte, diede delle Leggi a Roma (ispirato, secondo la tradizione dalla ninfa Egeria)
    Curioso come il suo nome sia parlante: Numa deriverebbe da Nomos (legge), Pompilio da Pompè (abito sacerdotale)
  • TULLO OSTILIO (672 – 640 a.C.) Anche al III re di Roma è dato un nome parlante, almeno
     nel cognome Ostilio, derivato da Hostilis (nemico, ostile). Infatti con Tullo, Roma espande il suo controllo territoriale in  tutto il Latium Vetus, conquistando Alba Longa con il leggendario scontro tra Orazi (Romani) e Curiazi (Albani), Fidene e l’etrusca Veio. Le popolazioni soggiogate, vennero sistemate sul colle Celio, che entrò a far parte di Roma. Fu durante queste conquiste che costruì la Curia Hostilia, sede del Senato, presso il Comitium del Lacus Curtius.
    Una leggenda vuole che il re, troppo indaffarato in guerra e noncurante verso gli dèi (tanto che represse alcune feste religiose istituite da Numa), fosse stato ridotto in cenere da un fulmine di Giove, ponendo fine al suo regno.
  • ANCO MARZIO (640 – 616 a.C.) Il IV re di Roma venne scelto con più cautela dai Romani, che dopo l’ammonimento di Giove, desideravano avere un re simile a Numa, ossia più moderato e rispettoso degli dèi e delle città vicine. Non a caso Anco Marzio era nipote dello stesso Numa da parte della madre. In effetti Anco concluse la guerra iniziata da Tullo contro i Latini conquistando le città di Ficana e Politorium, a sud, deportando le loro popolazioni sull’Aventino e sul Gianicolo, dando vita a quella che è la plebe, distinta dal patriziato e dai clientes di ceto medio. Dopo aver chiuso questo conflitto gloriosamente, Anco si dedicò a ripristinare i culti di Numa Pompilio e a stabilire nuovi rapporti tra la Religione e la Guerra, indicando ai Feziali di istituire un rituale del “bellum istum”, ossia una serie di riti e procedure con lo scopo di ingraziarsi gli dei nel momento di aprire una nuova guerra, considerata quindi giusta.
    A lui si devono: la costruzione del primo ponte sul Tevere, il Ponte Sublicio e la fondazione di Ostia e di scali portuali lungo il Tevere (Porto Tiberino), collegati alla colonia anche attraverso una via terrestre, la prima Via Ostiense che veniva utilizzata per il trasporto del sale, merce preziosa, dalle saline a Roma.

Si conclude con Anco Marzio il periodo dei re latino-sabini i quali diedero inizio alla storia di Roma come potenza politica, militare, istituzionale ed economica, leader indiscussa del Latium Vetus, sebbene alcune città si mostrino ancora ostili ed indipendenti dal suo controllo: ancora per poco.

-Sebastiano Maltese

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Informazioni su Sebastiano Maltese

Archaeologist Born in Rome in 1992, In 2011 graduated in Sandro Pertini High School (Humanistic address) Studies Classical Archaeology in La Sapienza University of Rome. Since 2010 he guides tourists for free, just for friendship and improving English Since 2012 he manages the blog "Roma Instaurata" Contact: Sebmaltese@hotmail.com +39/3202957562

Pubblicato il novembre 20, 2012 su Monarchia, Roma Antica, Storia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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