Definire Roma

Definire la città di Roma è un’impresa. Com’è possibile dare una definizione di ciò che è Roma? Definire la sua esistenza nel presente è infatti restrittivo: se mi limito a dire che Roma è la capitale d’Italia, starei parlando di una città relativamente giovane, in quanto capitale della Bel Paese dal 3 Febbraio 1871, qualche mese dopo la resa delle truppe pontifice di Pio IX.
Dobbiamo pertanto includere nella sua definizione presente anche le accezioni che ha avuto nel passato, cioè in tremila anni circa di storia. Tremila anni che, nonostante appartengano per definizione al passato, partecipano alla vita del presente. Pertanto non dirò che “Roma è stata capitale di un impero”, ma che “Roma è capitale di un impero”, in quanto non solo le presenze materiali, ma anche gli effetti e le conseguenze di quell’essere capitale di un impero sono ancora oggi presenti tra noi.
A livello materiale infatti, la città restituisce testimonianze di ogni periodo ed epoca, nonostante momenti più o meno lunghi di saccheggi, guerre, iconoclastie, cementificazioni, scassi, trivellazioni ed esondazioni del Tevere. Anzi, proprio quest’ultimo io lo considero il custode dei Tempi di Roma, in quanto grazie ai suoi straripamenti ha stratificato terra su terra, alzando si il livello delle quote di Roma (non a caso quelli che una volta erano considerati i Sette Monti ora per noi sono solo discrete alture), ma coprendo tutto ciò che c’era e conservandolo fino ai nostri giorni. A questo fenomeno naturale e frequente (almeno fino a quando non vennero costruiti i grandi muraglioni d’argine nei primi anni del XX secolo) si devono aggiungere anche i tentativi dei romani di spianare il terreno, ammassando qua e là grossi cumuli di terra (come a San Clemente), oppure distruggendo intere colline (come il caso del foro di Traiano). Per questo motivo a Roma è molto difficile non trovare qualche reperto archeologico durante la creazione di nuovi edifici o linee metro. Non a caso Roma possiede solo due linee metro, una terza in fase di costruzione dal 2007 e prevista per il 2016!!
Così scopriamo che Roma innanzitutto è un Villaggio, sorto su sette colli gradualmente (Palatino, Campidoglio, Aventino, Celio, Quirinale, Viminale, Esquilino) e guidato da sette re (Romolo, Numa Pomilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo)
Poi scopriamo che Roma è una Polis a capo di un discreto regno, guidata da un abile Senato che riesce a tener testa a una delle più grandi potenze del Mediterraneo, Cartagine.
E’ sconfiggendo questa che Roma si ritrova ad essere capitale di un Impero che si estende da Bassora a York. Quindi Roma è anche un centro cosmopolito, la prima grande metropoli dell’Umanità, che riassume in sé tutti gli aspetti del mondo antico. Roma è l’Urbe. Costruttrice di teatri, anfiteatri, circhi, terme, fontane, acquedotti, templi, fogne, strade, parchi, edifici pubblici, archi, portici, fori, basiliche, biblioteche, palazzi, insulae, mercati, porti, mausolei, necropoli. Modelli che esporta in tutto il mondo.
Roma è anche formatrice della civiltà occidentale, avendo ispirato nel Medioevo le civiltà chiamate appunto romano-barbariche e protonazionali. Basti pensare al regno Carolingio per concludere che Roma è e rimane sempre un punto di riferimento per le corti europee, da quelle protofeudali a quelle d’Ancien Regime.
E’ madre dunque di un Occidente civilizzato e unificato dal punto di vista culturale, giuridico, letterario, artistico, filosofico, architettonico, morale, religioso. E lo è sempre stata, almeno fino al tardo ottocento.
Proprio per quest’ultimo aspetto Roma è anche il centro della Cristianità, la quale, dal principio fino ad oggi, ha formato la città secondo le sue contraddizioni morali e dottrinali, che seppure si siano formate e forgiate sulla cultura antica, hanno dato vita a forme di vivere sociale e materiale originalissime, che spaziano dalle feste pagano-cristiane (Natale, Carnevale, Ferragosto) all’architettura barocca post-conciliare.
Proprio per questo motivo dobbiamo distinguere le forme attraverso le quali questa Roma cristiana si manifesta: dapprima come una Roma pagano-cristiana nel quale il Cristianesimo sopravvive insieme ad alcune forme pagane, timida, ancora troppo attaccata a quella cultura imperiale ricca di elementi pagani e difficili da spiegare teologicamente;
In seguito come una Roma medievale, guidata da famiglie di capitani e cavalieri, piena di torri e chiese ricche di fregi e marmi cosmateschi strappati quasi per sfregio alle rovine di quell’Urbe tanto ricca e invidiata; una Roma medievale che sopravvive soprattutto nel Ghetto ebraico e nel quartiere ad esso frontale: Trastevere.
Segue una Roma umanista, piena di contraddizioni, in cui i grandi Papi mostrano una Roma sempre più opulenta e contraddittoria, anche dopo la grande rivoluzione luterana e il concilio di Trento. Una Roma di artisti e scultori, che si riempie di nuove ricchezze;
Infine, una Roma reazionaria e controriformista sempre più decadente e chiusa in se stessa, ignara e sorda della rivoluzione scientifica post-Galileiana e positivista, teologicamente rigida e severa, castigata, esente anche da quei fermenti illuministici e rivoluzionari che si tentano di affermare inutilmente e spesso repressi nel sangue. Rimane una Roma nobile, presuntuosa, fatta di parchi lussureggianti e palazzi signorili.
Una Roma da Gran Tour lasciata alla contemplazione di intellettuali e artisti europei che non possono far altro che esaltare le emozioni suscitate da così tanta bellezza, tra rovine, angeli e santi scolpiti, sintetizzando le loro esperienze mistiche ed estetiche  nel Romanticismo e nel Neoclassicismo.
E accanto ad una Roma esotica si esprime anche una Roma popolare, una Roma pre-unitaria che esprime la sua semplicità, rusticità, folklore, nella già citata Trastevere. Roma Trasteverina, dipinta dagli avanguardisti macchiaioli e poetata da Belli in tutta la sua romanità.
Solo ora possiamo parlare di Roma capitale d’Italia. Ma ciò non esaurisce le possibilità di definire Roma in altri modi. Anzi, da adesso Roma può avere accezioni estranee alla sfera antica e classica, in quanto Roma capitale del Regno savoiardo viene catapultata traumaticamente nella frenesia del novecento, dove l’industrializzazione della periferia e la presenza di un potere monarchico fortemente in linea con le politiche nazionalistiche degli altri paesi, creano nuove esigenze urbanistiche.
Così, innanzitutto, Roma è città industriale. Scali e ferrovie, fabbriche e magazzini sbucano nell’immediata periferia creando nuovi quartieri industriali. Caso mirabile è la zona di San Lorenzo e Viale Ostiense, che, sebbene molto cambiate dalla situazione originale, restituiscono ancora grandi edifici produttivi convertiti in abitazioni o musei, come il caso della Centrale Montemartini.
Ma Roma è anche in rivalità con le grandi capitali europee, Londra, San Pietroburgo, Madrid, Vienna e soprattutto Parigi, che esporta non solo i sentimenti nazionalistici ma anche gli agi e le mode di quella società da Belle Epoque. Spuntano monumenti nazionali, primo tra tutti il Vittoriano, boulevard, parchi affollati la domenica, circoli di canottaggio sul Tevere, trenini per passare le giornate al mare (mirabile l’architettura della stazione Ostia lido), teatri, zoo.  Una Roma borghese dunque, in linea con la società europea di primo novecento. All’interno di questo pensiero si inserisce il quartiere Coppedè, di grande interesse per la storia dell’Art Nouveau italiana.
Roma fascista. Soprattutto Roma razionale e sobria, futurista. La città universitaria e il quartiere Eur, Cinecittà, la stazione ostiense e tanti altri edifici (ricostruiti o ampliati negli anni ’50) strappano il romano dal consueto connubio tra arte e classicismo, tagliano ogni contatto con le altre Roma e presentano una nuova città, guidata dal genio di Mussolini, strettamente rigida e marziale. Una Roma totalitaria, che ha ispirato perfino Hitler nella sua Berlino nazista.
Così arriviamo alla Roma palazzinara, post II GM, caotica. Una Roma perfettamente inquadrata da Federico Fellini nel suo film omonimo. Roma periferica, cementificata, strappata all’innocenza di quella campagna tanto ben dipinta dai paesaggisti del settecento. Soprattutto Roma caciarona, erede di quello spirito trasteverino che si mischia a sentimenti proletari e operai, del tutto innocenti e ignari del progresso.
Se c’è una Roma che appartiene al passato, quella è purtroppo la Roma della Dolce Vita, nuovamente legata a Fellini. Una Roma da cinema e da vip, felice, spensierata, che non esiste più se non in qualche fiction da quattro soldi e in qualche film miseramente trash. Cinecittà era il cuore pulsante di questa Roma. E’ curioso come questa Roma abbia fatto conoscere tutte le altre Roma attraverso il suo cinema ma non sia sopravvissuta nel tempo come le altre. Non c’è più insomma, quella roma da “Vacanze Romane” o da “Roma città Aperta”.
Si tratta in effetti di una Roma fittizia, da celluloide, che non ha lasciato tracce se non appunto nelle pellicole dei grandi schermi. Una Roma che solo ultimamente ha nel Parco della Musica un suo revival con il Festival del Cinema.
Queste sono solo alcune delle tante definizioni di Roma. A mio parere, le più valide e significative per chi vuole conoscere questa città in poco tempo, quasi affamato di conoscere tutto e subito.
Ma state comunque tranquilli cari lettori, perché Roma non è sintetizzabile in così poche parole. Sono i dettagli quelli che evocano una o più Roma. E intenzione di questo blog è richiamare la storia di questa città nei suoi monumenti e dettagli: perciò auguro una buona lettura per i futuri articoli!
Casualmente, ho ritrovato una foto del 1905 che ritrae l’area del Foro Boario. Allenatevi: Quante Roma ci vedete?

Sapere Aude!

– Sebastiano Maltese

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Informazioni su Sebastiano Maltese

Archaeologist Born in Rome in 1992, In 2011 graduated in Sandro Pertini High School (Humanistic address) Studies Classical Archaeology in La Sapienza University of Rome. Since 2010 he guides tourists for free, just for friendship and improving English Since 2012 he manages the blog "Roma Instaurata" Contact: Sebmaltese@hotmail.com +39/3202957562

Pubblicato il novembre 17, 2012 su Storia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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